martedì 29 maggio 2012

Recensione: Città di carta


                               Città di Carta


Autore: John Green
Titolo: Città di Carta (Paper Towns in lingua originale)
Data di Pubblicazione: 16 Ottobre 2008
Casa Editrice: Dutton Books
Pagine: 309
Prezzo: € 16.50

Trama: Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.

Autore:
John Green, vincitore di diversi premi come i Printz Medal, Printz Honor e l' Edgar Award, è uno dei numerosi best sellers della New York Times.
Assieme a suo fratello Hank, è fondatore dei Vlogbrothers (http://www.youtube.com/vlogbrothers) uno dei più famosi proggetti di video online al mondo.
Ha un figlio di 5 anni e vive oggi con sua moglie in Indianapolis, Indiana.

Recensione:
Mozzafiato. Una lettura che ti colpisce e ti invoglia a continuare fino allo sfinimento. Interessante fin dall'inizio a cominciare dal morto trovato nel parco quando Q. era piccolo.
Margo sembra una ragazza fantastica, brillante e misteriosa, entrare nella sua mente e scoprire cosa ha complottato e come mai è sparita è un viaggio incredibile. L'ho amata, l'ho odiata ma fin dalla prima pagina ho sempre avuto una grande stima per lei. Come dice la trama, Margo sparisce a pochi capitoli dall'inizio del libro e Q non si da pace per trovarla.
La ricerca continua di Margo fa capire la devozione di Q per lei ma fa impressione quanto sia brillante lei in quanto ragazza che ha complottato la sua fuga lasciando minuscoli indizi che Q cerca, trova e interpreta in mille modi. Q è perspicace, simpatico, devoto e fissato, un tipico ragazzo delle superiori.
Una cosa sensazionale è l'idea di Margo per quanto riguarda le città di carta, parte importante del libro se non fondamentale, l'autore ispirato da una sua esperienza personale le integra facendo capire benissimo cosa sono, come fanno ad esistere e il mistero che sta dietro a loro.
Green scrive fluidamente con linguaggi perfetti per la sfera di persone a cui è indirizzato il romanzo, giovani adulti che possono completamente ritrovarsi nei personaggi.
Leggetelo, divoratrelo ma sopratutto godetevelo.
Grazie di aver letto le mie poche righe di commeto-recensione.
Au revoir!
Erin



martedì 22 maggio 2012

Si ritorna!

Dopo qualche settimana di pausa, sono tornata più carica che mai!
Per scusarmi dell'assenza ho tante piccole sorprese per tutti voi, e inizio con il anticiparvene una:
Non sarò più da sola con Paola, in arrivo altri collaboratori!


Nel frattempo vi lascio in compagnia di un'aforisma sui libri:

Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me.
Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore.
Altri mi insegnano a conoscere me stesso
e mi ricordano che i giorni corrono veloci e che la vita fugge via.

A presto , 
Roh

giovedì 5 aprile 2012

Recensione: Le ragazze di Kabul

Le Ragazze di Kabul
Autore: Roberta Gately
Titolo: Le ragazze di Kabul
Data di Pubblicazione: 19 maggio 2011
Casa Editrice: Newton Compton
Pagine: 325
Prezzo: € 9.90
Mio Giudizio:
Trama:
Due destini che si incrociano, sulle labbra il colore rosso della passione. Elsa è americana, ha ventidue anni e fa l'infermiera in un piccolo villaggio dell'Afghanistan. Ogni giorno i suoi occhi vedono povertà, dolore, orrore e devastazione. Ma Elsa è una donna coraggiosa e ostinata e continua a lavorare senza sosta. Si adatta ai costumi locali e indossa il burqa, senza però rinunciare alla sua grande passione: il rossetto. Nascosta sotto abiti pesanti, Elsa ogni mattina continua a colorare le sue labbra. Rosso ciliegia, malva, rosa, sfumature che l'aiutano a sorridere e ad andare avanti, anche quando la legge sanguinaria dei talebani arriva nel suo villaggio. Parween è una giovane e ribelle afgana, che come Elsa non si piega alla repressione del regime. I talebani le hanno ucciso il marito e lei vuole vendetta. Sarà proprio un rossetto, ritrovato per caso dopo la spaventosa esplosione di un autobus, a farle incontrare. È l'inizio di un'amicizia che cambierà per sempre la vita di entrambe.

Autrice:
Roberta Gately, infermiera, operatrice umanitaria e scrittrice, ha preso parte a diversi progetti umanitari nel Terzo Mondo, dall’Africa all’Afghanistan. Ha scritto per il «Journal of Emergency Nursing» e per «BBC World News Online». È impegnata attivamente nella promozione di iniziative a favore dei profughi e degli emarginati.






Recensione:
Voglio iniziare dicendo che questo è un libro speciale, è stato il primo che ha fatto scivolare calde lacrime sulle mie guance.
Le protagoniste dominanti del racconto sono due ragazze, Elsa e Parween, che appartengono a due culture completamente diverse eppure i loro destini si incroceranno e capiranno di avere entrambe gli stessi obiettivi.
Elsa, Americana, ha ventidue anni quando decide di diventare volontaria e viene mandata a Bamiyan, il suo passato difficile fatto di povertà, una nipotina con gravi ritardi e l’attacco alle Twin Towers influenzano questa scelta, perché vuole un futuro migliore non solo per lei, ma anche per le persone meno fortunate che sono vittime di una guerra che non hanno voluto loro.
Parween è una ragazza Afghana dal carattere forte e ribelle, la guerra le ha portato via tutto ciò che le era caro e ora cerca la vendetta. Ha perso molte persone lungo il suo cammino, ma tutte queste perdite le hanno fatto acquistare una determinazione che solo poche donne Afghane possiedono.
Questo libro parla di coraggio, di determinazione, voglia di cambiare e di amore! Parla di chi aiuta il prossimo senza ricevere nulla in cambio e di chi invece lotta per il proprio paese, per i propri figli e per un futuro migliore, è riuscito a dimostrarmi che non importa se vesti il burqa, un velo o qualsiasi altra cosa perché l’importante è ciò che sei.
Le emozioni che trasmette sono davvero intense in ogni punto del racconto e la fine è sconvolgente, una scena cruda che sembra non terminare mai, una scena in cui metti in dubbio ogni singola cosa ed è di un’angoscia e di una tristezza senza limiti, ti rendi conto che non si è mai al sicuro, basta un piccolo errore e tutto potrebbe finire anche se volevi fare una buona azione.
Leggendolo ho capito quanto sia diversa e difficile la vita negli altri paesi, e quanto poco sia l’interessamento da parte nostra per questi argomenti, ci vorrebbe anche solo un attimo di riflessione per capire che non esistiamo solo noi e che là fuori ci sono persone che hanno bisogno di un aiuto piccolo o grande che esso sia!
Roh.