martedì 20 agosto 2013

"Gli artigli del diavolo" di Maria Elena Gattuso

Finalmente la mia cara Maria Elena Gattuso, dopo "Il ragazzo del destino" ( da me recensito) ritorna sulla scena con una nuova ed emozionate storia! Questa volta si tratta di un giallo dalla trama affascinante in cui  morte e mistero si intrecciano con i miti e le leggende del capoluogo fiorentino.
Presto avrò il piacere di leggerlo, ma conoscendo l'abilità dell'autrice sicuramente sarà una lettura più che piacevole. Nel frattempo vi lascio la trama che di sicuro vi intrigherà! 




« C’è una leggenda sul Duomo di Pisa… » esitò il ragazzo, incerto se proseguire o meno.
« Racconta »
« Sul lato nord, a sinistra della facciata, su un blocco di marmo di origine romana, si trovano una serie di piccoli buchi neri. Secondo la leggenda si tratterebbe dei segni lasciati dal diavolo quando si arrampicò sul Duomo per fermarne la costruzione. Vengono chiamati “artigli del diavolo” »
« Devo vederli » decise Lucrezia d’impulso.
[...]
« Hanno una particolarità. »
« E sarebbe? »
« Non riesci a contarli » rivelò « Ogni volta che ci provi, non sono mai gli stessi e viene fuori un numero diverso »
« Dici sul serio? »
Il giovane abbozzò un sorriso.
« Fu uno scherzo del diavolo » spiegò « È così che fece impazzire l’architetto»



Titolo: Gli Artigli del Diavolo
Autore: Maria Elena Gattuso
Editore: Narcissus
Formato: Ebook - pdf
Pagine: 46
Anno di Pubblicazione: Agosto 2013
Prezzo: € 1.99 
Dove acquistarlo: Qui

Trama:

"Penso che se il diavolo non esiste, ma l'ha creato l'uomo, questi l'ha creato a sua immagine e somiglianza" (F. Dostoevskij - I Fratelli Karamazov) Lucrezia, un'aspirante giornalista che si occupa di necrologi, si ritrova coinvolta in un bizzarro mistero: un certo Filippo Ricasoli ha scritto la biografia di Orazio Bischerri, ex vice sindaco di Firenze, predicendone la morte ancora prima che avvenisse, rubandole così l'esclusiva. Come se non bastasse, qualcuno sta utilizzando la storia del fantasma di Firenze per sterminare tutti i membri della famiglia Bischerri in un modo assai singolare: 66 aghi sulla schiena. Aiutata da un ex compagno di scuola e da una guida turistica incontrata per caso, Lucrezia si troverà immersa in miti e leggende che hanno da sempre popolato la città fiorentina e non solo.Gli attori in scena saranno travolti in un gioco surreale, macabro, manovrato da una mente acuta e sottile... ma è umana o eterea? E cosa nasconde la leggenda degli Artigli del Diavolo?

Che ne pensate?


lunedì 19 agosto 2013

Recensione: " Il ragno e l'iguana" di Elisa Vangelisti

Il ragno e l'iguana



Titolo: Il ragno e l'iguana
Autrice: Elisa Vangelisti
Casa editrice: Youcanprint
Prezzo: 18.00
Pagine: 524
Voto:

"Gli occhi azzurri erano luminosi come non mai, forse per il riflesso delle sue emozioni, che peraltro riuscivo già a vedere."
Trama:
Romanzo dallo stile moderno, brillante, riflessivo e a tratti ironico, ricco di metafore e di citazioni: da Guardia del corpo a Madonna, da Barbablù a Campanellino. Il titolo si rifà ai due protagonisti, i sedicenni Rynn e Gabriel: appunto, il ragno e l'iguana. Rynn ha un dono: è una sorta di sensitiva. Gabriel invece è un vampiro, ma non è il "solito" succhiasangue, si accontenta di quello della sua ragazza. Vivere una storia d'amore con questi presupposti creerà loro non pochi problemi, soprattutto perché il vampiro ha comunque un lato oscuro e aggressivo.


Autrice:
Elisa Vangelisti nasce a Reggio Emilia nel 1965. Vive e lavora a Sassuolo, con il marito e i tre figli. Il Ragno e l’Iguana è il suo romanzo d’esordio, una storia d’amore raccontata attraverso un fantasy, ambientata in Nevada (Stati Uniti) nel 2010.


"Poi la mia bolla di sapone scoppiò, ma, guardando il mio vampiro, la realtà forse era anche meglio".




Recensione:
Rynn ha sedici anni e possiede un dono particolare: può sentire le emozioni degli altri. Fin dalle prime pagine mi sono sentita molto legata a questo personaggio, ho provato una gioia immensa quando Gabriel per la prima volta le ha parlato, stavo scoppiando di felicità quando si sono baciati ed ero emozionata quando sono andati a Las Vegas… ho provato tante altre emozioni con sfumature diverse tra loro ma non meno intense delle prime. Di lei ho adorato il suo essere semplicemente umana e il suo crescere poco a poco imparando ad amare senza riserve quello che è il diverso: Gabriel. Si, perché Gabriel è un vampiro, eppure si amano. E nonostante il loro si possa definire un amore speciale, loro lo sanno vivere con semplicità: accettandosi. Gabriel con la sua continua mania di essere cauto, il suo essere gentile e comprensivo mi ha stregato, ma l’ho amato ancor di più ogni volta che perdeva il controllo!
Le prime pagine di questo libro non sono proprio originalissime, perché sembrano la fotocopia di twilight, ma poi la trama acquista una direzione tutta sua che ti fa volare in una storia d’amore magica, che ti fa sognare e non è mai troppo smielato e sdolcinato. Forse a volte è un po’ ripetitivo, ma non cade mai nel banale. I personaggi sono incredibilmente realistici, e non si possono che amare dal primo all’ultimo; ma il mio preferito è Maya: credo che sia una donna fantastica, paragonabile ha un raggio di sole, ha un modo tutto suo di aiutare Rynn e capisco anche il motivo per cui sia Gabriel che Alexander se ne siano innamorati.
Il suo stile è semplice, scorrevole e leggero e la descrizione dei luoghi e degli ambienti è chiara, anche se ho trovato che forse sono stati “ italianizzati” un po’ troppo.
Il finale mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, forse è questa l’unica grande pecca nel complesso, ma siccome so che esiste un seguito mi sono un po’ tranquillizzata e non vedo l’ora di averlo tra le mani!
Ho atteso intrepida l’arrivo di questo romanzo nella mia bella casuccia, e quando finalmente è giunto ho fatto del mio meglio per non divorarlo come al mio solito, ma cercando di gustarlo lentamente cogliendo tutto ciò che poteva offrirmi: uno storia d’amore con i fiocchi! E forse è stata un po’ la mia rovina perché me ne sono completamente innamorata.

venerdì 16 agosto 2013

Recensione: Fiore di neve e il ventaglio segreto

Fiore di Neve e il ventaglio segreto


Titolo: Fiore di Neve e il ventaglio segreto
Autrice: Lisa See
Casa editrice: Longanesi
Prezzo: 6.90
Pagine: 330
Voto:


Il vincolo tra laotong era completamente diverso dal legame tra sorelle giurate. Univa due ragazze nate in villaggi differenti e durava per l'intera vita.

Trama:
Lo sfondo è la Cina del XIX . Quando mogli e figli ancora avevano i piedi fasciati e vivevano in uno stato di isolamento pressoché totale. Quando le donne di una remota contea dello Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro e si scambiavano lettere tracciare a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo così alla propria reclusione, per condividere speranze, sogni e conquiste. E uno di quei ventagli porta ancora il segreto del tragico equivoco che ha amaramente segnato un legame lungo una vita, quello tra Giglio Bianco e Fiore di Neve, la sua Laotong, l’amica del cuore, le cui vite un tempo erano così intimamente legate. Ora, ottuagenaria e tormentata dai rimorsi, Giglio Bianco ripensa al proprio passato e a Fiore di Neve, scomparsa ormai da molti anni. Prima di morire, infatti, desidera onorare l’amica raccontandone la storia, rivelando la verità.

Autrice:
Lisa See, nata nel 1955, giornalista americana di origine cinese, ha raccontato la storia della sua famiglia in La montagna d’oro. Presso Longanesi sono disponibili anche: In una rete di fiori di loto, La ragazza di Giada, Le ragazze di Shanghai. Il sito internet è: www.lisasee.com


"Sii casta e arrendevole, pacata e virtuosa nei tuoi atti; tranquilla e piacevole nelle parole; fine e misurata nei movimenti; perfetta nei lavori manuali e nel ricamo".


Recensione:
Nella tristezza mi hanno detto che ci si può annegare, è vero.
Io per non annegarci trovo rifugio nei miei fedeli libri e con loro parto per una nuova avventura e questa volta mi sono avviata verso una Cina dove donne e bambine avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento pressoché totale. Per sfuggire alla loro reclusione utilizzavano il nu shu, la scrittura segreta delle donne, ed è proprio questo antico e bellissimo linguaggio fatto di sfumature e sottigliezze ad unire due bambine, Giglio Bianco e Fiore di Neve, e poi ad allontanarle.
La prima è una bambina povera il cui più grande sogno era quello di ottenere un po’ di amore. Sperava che la madre si accorgesse di lei e gli altri membri della famiglia imparassero ad amarla. Sapeva che non era opportuno desiderarlo o aspettarselo, né da bambina né da adulta, ma non poteva farne a meno. E pur di ottenere un piccola manifestazione di gentilezza si adeguava alle loro aspettative: lasciò che le venissero spezzate le ossa dei piedi in silenzio. Ma proprio grazie a questi piedini riuscì ad ottenere un buon matrimonio e a trovare una laotong, Fiore di Neve, la sua migliore amica, la sua “vecchia se stessa”.
Fiore di Neve, nipote di un erudito di rango jin shi,viveva in una situazione economica e sociale assai diversa da quella della sua laotong. Per quanto diverse le due bambine si completano e insegnano nuove cose l’una all’altra: Giglio Bianco la istruisce sulle faccende domestiche e lei le insegna l’arte del ricamo e del nu shu.  Nonostante le traversie che dovrà affrontante il suo cuore è grande ed è pronta a donarlo alla sua compagna di scritture senza riserve, come quel ventaglio che le regalò prima ancora di incontrarsi e che sarà testimone di tutte le gioie e i dolori delle loro vite .
Quando ho voltato l’ultima pagina e mi sono accorta che era finito il libro il mio cuore era triste mi sentivo esattamente come una Giglio Bianco ormai ottantenne e ho iniziato a riflettere non solo sulle condizione della donna nel contesto sociale di oggi e di ieri (che ha ottenuto lottando con le proprie forze non solo la libertà, ma anche una dignità e il rispetto), ma anche sull’amicizia perché è un dono prezioso. Quel sentimento sincero che noi offriamo e riceviamo non è che una delle tante forme di amore e Giglio Bianco ne era avida. Per lei era così prezioso da non poterlo condividere con nessuno e proprio questo suo egoismo che la porta ad allontanare la sua sola anima gemella. Quindi ho capito che l’amicizia, quella vera, è una rara perla da custodire con amore e saggezza, senza mai cadere nell’eccesso.
Lo stile è scorrevole e coinvolgente. E  la ricercatezza del linguaggio è impressionante!  I personaggi sono ben descritti e soprattutto ben costruiti, sicuramente frutto di un lavoro meticoloso. Molto spesso assume stile diaristico, ma mantiene un ritmo incalzante così da mantenere viva l’attenzione del lettore. All’inizio ho trovato difficile immedesimarmi nel  libro perché così pieno di sofferenza e dolore da sembrare così lontano e irreale.  E poi il loro mondo per qualche ora è diventato il mio, l’ho scoperto fino in fondo: costumi, usanze… e me ne sono innamorata.